Arte e Coaching: Come il coaching può aiutare l’arte

Coaching e ascolto

Arte e Coaching

Quali possono essere le relazioni tra arte e coaching? E come l’arte può aiutare il coaching e come il coaching può aiutare l’arte?

E’ alquanto complesso delineare il tutto visto che sono due realtà apparentemente molto separate e lontane. Ma nello stesso tempo sono indivisibili, visto che un artista per essere tale mediamente deve aver avuto dei maestri che hanno guidato l’artista a divenire un artista.

 Vorrei in primis fare una distinzione importante riguardo a quale aspetto dell’arte voglio affrontare in questo articolo. Visto che arte è una parola molto generica ed anche l’immagine dell’artista è confusa a causa di molte interferenze mediatiche e culturali.

Personalmente voglio rivolgermi agli artisti che vivono del loro operato artistico, come potrebbe essere uno scrittore, un pittore, uno scultore e molte altre professioni che non sto qui a citare. 

Perché il coaching si rivolge agli artisti?

Perché mi rivolgo a loro? Essenzialmente per fare chiarezza. Visto che quello che è accaduto negli ultimi cinquant’anni è che tutti sanno tutto e tutti fanno tutto creando una grande confusione nel operato di queste professioni.

Anche perché vi sono tanti condizionamenti da sviscerare; e  comprenderli sono molto difficili perché sono delle vere e proprie tele di ragno che non ci fanno mai venire a capo dell’essenza profonda di un artista o di una persona.

Il mio articolo di coaching  è focalizzato sull’Essere artista e non nel sistema in cui l’artista vive; anche se ne è strettamente condizionato per sopravvivere e vivere e pagare le sue bollette. 

Un altro aspetto che ha portato fuori strada molti artisti è l’intellettualizzazione del arte. Questo ha fatto si che l’ artista che prima pensava solo a dipingere e ad operare è stato costretto a educarsi sempre di più in ambito storico artistico. Facendo si che l’aspetto profondo della sua integrità artistica venga perduta tramite l’intellettualizzazione. 

L’approccio che stiamo subendo a livello artistico e culturale negli ultimi tempi e che tutti vogliono spiegare tutto e dare un spiegazione su tutto. É un approccio prettamente analitico che proviene dall’inflazione della psicologia, che tende ad avere un approccio prettamente osservativo e analitico e che non si addice bene con l’arte. 

Saper fare o saper dire?

Questa riflessione nasce dal fatto che molte persone, non sanno fare; ma tendono a spiegare e a insegnare. Ho notato sia nel mondo dell’astrologia o nel mondo dell’arte che tutti tendono a raccontare e spiegare molto.  Il tutto come che non fossero mai sicuri della loro conoscenza. Come dire più ti racconto più di dico che io conosco e più sono formato e valido.  La domanda che io mi pongo è che un pittore fa i dipinti, un astrologo fa i temi natali, un calzolaio fa le scarpe. Una volta che sappiamo fare una cosa facciamola e basta senza troppe chiacchiere. 

Conoscenza superiore!

Un musicista per suonare non deve conoscere la storia della musica, certo se la conosce buon per lui. Il mondo comunque gli chiede di suonare o di cantare o di dipingere. Non di raccontare la storia della musica.

(Qui apro una piccola parentesi dove non voglio dilungarmi visto l’ampiezza del tema. Quello di cui io mi sto riferendo è un livello di conoscenza superiore la quale origine etimologica e con-scienza).

Questo tipo di conoscenza si può apprendere a scuola ma tendenzialmente è una cosa innata e profonda in ognuno di noi. Ed è tipica della nona casa in astrologia da non confondere con la conoscenza della terza casa. Certo avere un talento e un’abilità non è spesso sufficiente. Perché come tutte le forme energetiche bisogna sapere incanalare le nostre energie profonde e renderle mature ed esprimerle attraverso un opera.

In questo caso il life coaching è di grande aiuto per un artista che se dobbiamo subito distinguere che l’aiuto che un artista può avere attraverso il life coaching è un supporto pratico ed organizzativo.

Nei secoli il lavoro dell’artista è molto cambiato come sono cambiati quasi  tutti i lavori. Visto che prima un pittore ad esempio dipingeva a tempo pieno; e l’agente si impegnava a far conoscere l’artista occupandosi di tutta la sua comunicazione.  Invece oggi un artista si deve occupare di mille aspetti i quali  gli fanno spesso perdere la direzione verso dove lui vuole andare. Purtroppo molti artisti non hanno una forma mentis che gli consente di delegare ed organizzare il lavoro in un certo modo. Ecco perché il coaching è molto utile a molti artisti. 

Le fasi dei coaching per un artista:

Personalmente dividerei delle fasi in cui il coaching può essere di grande aiuto a un artista.

  • Prima fase è il diventare artista grazie ad un maestro, in particolare modo per elaborare una maturazione emotiva che lo rende tale e riconoscibile riconosciuto in una certa tribù o ambiente.
  • Seconda fase abbiamo l’aspetto produttivo e operativo di un artista organizzato da spazio e tempo e realtà geografica e realtà linguistica. 
  • Terza fase abbiamo l’aspetto comunicativo come farci conoscere. 

Tutte queste fasi devono essere organizzata grazie ad un valido percorso di coaching, tendo a ricordare che il coaching qui ha una valenza organizzativa e produttiva  della vita di un’artista e non una valenza di sviluppo della creatività. 

 

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